20 julio 2014

Milo de Angelis




Contar los segundos, los vagones del Eurostar, verte
bajar del número nueve, el carro, la sonrisa,
la ansiedad, la noticia, la gran noticia.
Esto ocurrió, en 1990. Ocurrió, sin duda
ocurrió. Y antes aún, la zambullida en el Ticino,
mientras la pelota desaparecía. Ocurrió.
Vimos lo abierto y lo escondido de un instante.
Las hadas regresaban a las viviendas, el huracán
llenaba un cielo alucinado. Cada cosa estaba allí,
desierta y llena, para nosotros que aguardamos



//



En el verano del tiempo humano, en el último verano,
existían todas las carreteras. La Prenestina
con sus cinturones de ronda alcanzaba el mar
de Tarento viejo y los jardines de Puerta Venecia,
geografía de uniones inesperadas, tiempo que no se pierde,
todas las carreteras, todos los amores sumergidos en uno sólo
y renacidos, todos los pasos delante del portal, las miradas
en el portero automático, todas las voces, los acentos, las sílabas,
tú que salías sonriente con tu gorra de pelo
y caminabas decidida hacia un autobús.





Contare i secondi, i vagoni dell’Eurostar, vederti
scendere dal numero nove, il carrello, il sorriso,
il batticuore, la notizia, la grande notizia.
Questo è avvenuto, nel 1990. È avvenuto, certamente
è avvenuto. E prima ancora, il tuffo nel Ticino,
mentre il pallone scompariva. È avvenuto.
Abbiamo visto l’aperto e il nascosto di un attimo.
Le fate tornavano negli alloggi popolari, l’uragano
riempiva un cielo allucinato. Ogni cosa era lì,
deserta e piena, per noi che attendiamo.



//



Nell’estate del tempo umano, nell’ultima estate,
c’erano tutte le strade. La Prenestina
con le sue tangenziali raggiungeva il mare
di Taranto vecchia e i giardini di Porta Venezia,
geografia di unioni insperate, tempo che non si perde,
tutte le strade, tutti gli amori immersi in uno solo
e rinati, tutti i passi davanti al portone, gli sguardi 
sul citofono, tutte le voci, gli accenti, le sillabe, 
tu che uscivi sorridente con il tuo colbacco 
e camminavi decisa verso un autobus.







Contare i secondi, i vagoni dell’Eurostar, vederti

scendere dal numero nove, il carrello, il sorriso,
il batticuore, la notizia, la grande notizia.
Questo è avvenuto, nel 1990. È avvenuto, certamente
è avvenuto. E prima ancora, il tuffo nel Ticino,
mentre il pallone scompariva. È avvenuto.
Abbiamo visto l’aperto e il nascosto di un attimo.
Le fate tornavano negli alloggi popolari, l’uragano
riempiva un cielo allucinato. Ogni cosa era lì,
deserta e piena, per noi che attendiamo.



//





Nell’estate del tempo umano, nell’ultima estate,
c’erano tutte le strade. La Prenestina
con le sue tangenziali raggiungeva il mare
di Taranto vecchia e i giardini di Porta Venezia,
geografia di unioni insperate, tempo che non si perde,
tutte le strade, tutti gli amori immersi in uno solo
e rinati, tutti i passi davanti al portone, gli sguardi 
sul citofono, tutte le voci, gli accenti, le sillabe, 
tu che uscivi sorridente con il tuo colbacco 
e camminavi decisa verso un autobus.





Milo de Angelis (1951, Milán, Italia)
Fuente: www.panoramacultural.net
Traducción: Emilio Coco

Imagen: www.poetsatwork.org

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